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Puniti i siti di incontri che ‘imbrigliavano’ i clienti

Puniti i siti di incontri che ‘imbrigliavano’ i clienti

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Le decisioni europee in merito di corretta gestione dei siti sono molto severe e la prova è arrivata dalla decisione dell’Antitrust di multare il sito Edates, realtà virtuale concentrata sui contatti personali e nato per favorire gli scambi di contatti fra persone adulte. Il sito di incontri offriva infatti una prova gratuita dei suoi servizi, ma di fatto ‘imbrigliava’ i suoi clienti con un contratto denominato premium dal costo di 19 euro alla settimana, con un costo totale di 500 euro per ogni utente truffato da questo sistema poco chiaro e di fatto contrario alle norme europee in merito.

L’antitrust ha reso noto che l’istruttoria era stata aperta dopo avere ricevuto numerose segnalazioni di utenti e associazioni, che interessavano la violazione del Codice di Consumo. In un altro paio di casi l’Antitrust ha reso gli impegni della società interessata Interdate, che opera con C-date.it e la società Meetic con Meetic.it di chiarire e variare le condizioni di iscrizione ai propri portali e di rivalutare le condizioni relative alla difficoltà di recesso. Lo scopo dell’autorità è stato quindi di garantire trasparenza e chiarezza informativa ai clienti di questi portali e di ristabilire la legalità all’interno dei siti di incontri.

L’Antitrust ha quindi comunicato di avere accertato che i portali agivano ‘ingannando’ gli utenti, quindi fornendo delle informazioni relative al servizio offerto. Gli utenti che sottoscrivevano l’iscrizione gratuita oppure la prova per due settimane al conveniente costo di 4.90 euro si trovavano infatti vincolati al pagamento di un abbonamento premium della durata di 6 mesi, proposto, anzi imposto, al costo di 19 euro alla settimana, che per un totale di circa 76 settimane induceva i clienti a pagare un ammontare di 500 euro totali. Il sito nascondeva inoltre le informazioni per accedere al diritto di recesso o chiedere che il contratto potesse essere risolto.

A conti fatti si è trattato di pratiche molto aggressive, sia nella forma che nella richiesta di pagamento degli operatori, che chiamavano gli utenti avvertendo che la società sarebbe ricorsa ad un intermediario di recupero crediti in fase di mancato pagamento. In alcuni casi i gestori hanno inoltre effettuato dei prelievi di denaro direttamente dalle carte di credito fornite dagli utenti in fase di sottoscrizione.

Le società pizzicate a comportarsi in modo così truffaldino hanno quindi cambiato verso molto velocemente, perché C-date.it ha lavorato per precisare quali sono i servizi gratuiti e quelli a pagamento presenti nel suo portale, mentre Meetic.it ha completamente eliminato le difficoltà nel recesso.

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