Home Lavoro Più servizi in banca? Servono per salvare i posti di lavoro
Più servizi in banca? Servono per salvare i posti di lavoro

Più servizi in banca? Servono per salvare i posti di lavoro

0
0

Alzi la mano chi non è rimasto basito dal vedersi proporre in banca l’accensione di una polizza auto o addirittura l’acquisto a tasse favorevoli dell’ultima marca di frigorifero in commercio. Dopo 10 anni di gestione giocata ‘in difesa’ come affermano gli esperti, le banche del nostro paese stanno cercando di dare vita ad un nuovo modello bancario, una sorta di ‘banca hub’ che sia in grado non solo di fare il suo mestiere, ma anche di avvicinare e riportare i clienti allo sportello, riguadagnandone la fiducia attraverso il dialogo e la consulenza specifica. È questo l’obiettivo che deve essere raggiunto secondo i rappresentanti di categoria, pena un declino ancor più intenso del settore, che tradotto nella pratica potrebbe rivelarsi nella perdita di lavoro per tanti impiegati negli istituti di credito del nostro paese.

Un nuovo modello di banca è stato quindi presentato nelle scorse settimane dalla Fabi al cospetto dei principali gruppi bancari italiani e ai delegati dei sindacati di categoria. Secondo il segretario generale della Fabi, Lando Sileoni, l’attuale modello di banca in vigore ha creato sofferenze per 200 miliardi di euro nonché espulso ben 68 mila lavoratori dai giochi. Per contrastare questo fenomeno e risollevare il modello bancario serve quindi l’adozione della discontinuità, ovvero la creazione di un nuovo modello che sia in grado di rimettere al centro di ogni cosa il territorio e la sua economia, partendo dal lavoro pratico di consulenza e di riavvicinamento della popolazione.

La soddisfazione delle famiglie e delle imprese deve essere il primo obiettivo da raggiungere, il quale va associato a ragionamenti a medio-lungo termine che possano regalare respiro anche agli azionisti e quindi mettere in moto una macchina positiva per gli investitori e per gli stessi clienti. Ecco quindi delinearsi un modello di banca aperto, che nell’immediato futuro potrebbe aprirsi all’assunzione di nuove figure professionali se il circolo si rivelasse virtuoso e soprattutto recepito dalla popolazione.

L’approccio proposto si basa quindi sull’ascolto delle esigenze dei clienti e basato su un’offerta di consulenze ad ampio raggio, non solo declinate all’aspetto economico ma anche a quello tecnologico, finanziario e gestionale. A tutto questo si associa la volontà di trattare il recupero dei crediti, l’emersione del sommerso e la legalità, temi che non sono mai stati affrontati in modo diretto dalle banche ma che ora chiedono a gran voce di essere sviscerati per costruire consulenze reali e mai fittizie, basate sulla realtà che cittadini e imprese si trovano ogni giorno a vivere sulla loro pelle.

 

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *