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Pasqua: tagli sui viaggi e gli alimenti

Pasqua: tagli sui viaggi e gli alimenti

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Nonostante i segnali di ripesa che stanno caratterizzano l’economia italiana, la Pasqua non sarà ricca, ma anche per quest’anno contenuta nelle voci relative ai viaggi e all’alimentare. I dati parlano chiaro, perché l’83% degli italiani si presta a festeggiare la ricorrenza a casa. Le cifre mostrano un calo dei vacanzieri, assestati sui 7 milioni. Si tratta del 14% rispetto al 25% di persone che erano viaggiato durante lo stesso periodo dell’anno precedente. Questo è quanto è emerso dal sondaggio condotto da Confesercenti in collaborazione con Swg, che ha fissato la durata media delle vacanze in 4 giorni e la spesa prevista in 390 euro complessivi pro capite. Il giro di affari generali si propone sui 2,8 miliardi di euro e fra gli italiani che hanno scelto di ‘staccare la spina ‘ a Pasqua, 5.5. milioni, ovvero la stragrande maggioranza resterà in patria, dedicandosi alla città d’arte e alle località balneari. Chi ha invece deciso di andarsene all’estero lo farà visitando una capitale europea, mentre solo una persona su sette sceglierà di andarsene lontano, verso mete esotiche e dal clima caldo.

Anche i consumi alimentari hanno segnato un notevole risparmio, perché il 35% degli italiani ha scelto di destinare circa 50 euro agli acquisiti di cibi e dolci. Il 38% raggiungerà la soglia dei 100 euro, mentre solo il 10% potrà permettersi di spendere cifre maggiori per il pranzo pasquale. La spesa media prevista sia assesta sui 68 euro e comprende come tradizione anche il giorno di pasquetta.

Fra i consumi alimentari, è interessante notare che solo il 51% degli italiani ha scelto di acquistare il classico uovo di cioccolato, mentre l’11% acquisterà dolci diversi. Il risparmio sarà quindi il filo rosso che lega Pasqua con il passato Natale, perché gli italiani hanno scelto di trascorrere le feste in casa e soprattutto di non partire, aspettano probabilmente le vacanze estive per rilassarsi e riposarsi

Secondo Assoturismo-Confesercenti si tratta di un campanello di allarme, perché le associazioni dei commercianti si aspettavano un aumento e non certo una frenata dei consumi da parte degli italiani. Moto probabilmente i segnali di ripesa sono ancora troppo timidi per essere considerati tangibili e l’Italia deve fare ancora molto strada per assestarsi ai livelli pre crisi e scegliere di festeggiare le ricorrenze con viaggi e lauti banchetti.

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