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A Mosca parte la vendita delle aziende di Stato

A Mosca parte la vendita delle aziende di Stato

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Le ragioni sono molteplici, e spaziano dal calo del prezzo del petrolio registrato negli ultimi mesi, fino alla crisi che ha interessato i mercati investitori. Fatto sta che la Russia sta vivendo un periodo economico molto particolare, e per ricercare canali di finanziamento in grado di assestare il bilancio pubblico è costretta a tentare nuove vie, che guardano soprattutto alla privatizzazione delle aziende di Stato.

Ecco quindi iniziare un percorso di vendita delle società che da sempre sono state di proprietà e di controllo dell’apparato pubblico sovietico, che saranno cedute a investitori soprattutto locali ma anche esteri per far fluire fondi freschi nelle casse del bilancio. La manovra è iniziata con la società Rosneft e negli scorsi giorni il ministro dello Sviluppo economico, Alexei Ulyukayev, ha dichiarato che la vendita è stata eseguita e che tutti i proventi verranno fatti confluire nelle casse dello Stato.

La vendita sarà formalmente eseguita da Rosneftegaz per far passare gli introiti ricavati sotto forma di dividendi, che faranno capo al budget federale. Si tratta di una procedura dal carattere formale, perché in questo modo il 69% della società operativa andrà in mano a Rosneftegaz, società che è interamente di proprietà federale. La manovra limiterà quindi la partecipazione diretta del governo federale all’irrisoria percentuale dello 0.1%, mentre fra gli azionisti si annovera Bp, e alcune delle Global Depositary Receipts, nella quota del 7.5% sono dal 2006 quotate sulla borsa di Londra.

Secondo le dichiarazioni del ministro Ulyukayev, la Russia immetterà nel corso del 2016 il 14% della propria partecipazione nel gruppo. La notizia fa seguito alla firmata autorizzazione del primo ministro sulla cessione di una quota massima del 19,5% della quota controllata dallo Stato. Il ministro ha quindi ribadito che nel corso dell’anno verranno privatizzate anche altre compagnie energetiche che appartengono alla federazione, fra le quali la famosa Bashneft.

Pronta è invece arrivata la smentita che il governo russo sarebbe intenzionato a privatizzare la Sberbank, una delle banche più storiche e antiche della confederazione. Secondo quanto è stato riportato dalla stampa internazionale, l’obiettivo dello Stato russo è di inglobare 800 miliardi di rubli, ovvero circa 10 miliardi di dollari che potrebbero ristabilire la situazione finanziaria statale dopo il grave periodo di crisi che sta vivendo attualmente.

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