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Mense senza contratto: indetto lo sciopero

Mense senza contratto: indetto lo sciopero

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È la seconda volta che i dipendenti delle mense del nostro paese scendono in piazza e decidono di incrociare le braccia, a causa della mancanza di un contratto da ben 32 mesi. Si tratta di lavoratori agguerriti, che non hanno nessuna intenzione di fermarsi giacché privi di uno strumento contrattuale adeguato alle loro esigenze e alla loro professione. Lo sciopero ha quindi coinvolto molte persone, e potrà lasciare senza pasto caldo più di un asilo e di una struttura ospedaliera. Secondo il portavoce del sindacato Uil si tratta di discutere sulla realizzazione di un contratto equo, dove non vengano tolti diritti ai lavoratori che sono stati acquisiti in anni di dure battaglie e confronti.

La rottura delle trattative deve essere ricondotta alle condizioni richieste, che sono state definite inaccettabili poiché non solo non prevedono alcun rialzo dello stipendio pari a quello di Federalberghi, quindi 85 euro in tre anni, ma contemplano che possa avvenire un ribassamento delle tutele collettive. Quest’ultima scelta andrebbe a influire sulle assenze per malattia. I sindacati hanno quindi sottolineato che il settore delle mense nel nostro paese impiega più di 80 mila addetti e che la paga oraria vale poco più di 5 euro.

Le trattative stanno proseguendo da oltre due anni e mezzo e le parti interessate le hanno duramente criticate, in quanto forti di annoverare proposte considerate assurde, quali ad esempio la limitazione del pagamento dei primi tre giorni di malattia per tre eventi durante il corso dell’anno. Al problema legato agli accordi contrattuali si associa inoltre quello spinoso dei cambi di appalto, che penalizza fortemente i lavoratori. Secondo l’ultimo Jobs Act, i lavoratori che sono interessati dal cambio si trasformerebbero direttamente in nuovi assunti, potendo quindi vantare le sole tutele risarcitorie in caso di licenziamento e nulla più.

Si tratta di una condizione molto grave, che interessa un gran numero di lavoratori ma che sembra non importare alle associazioni dei datori di lavoro e anche all’opinione pubblica. Eppure il servizio delle mense si propone essere indispensabile non solo negli apparati privati, ma soprattutto nelle strutture dove sono presenti soggetti sensibili, quali gli ospedali, gli asili e i bambini delle scuole primarie.

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