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La scuola italiana resta senza soldi: altro che corsi di recupero, solo ripetizioni private

La scuola italiana resta senza soldi: altro che corsi di recupero, solo ripetizioni private

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La scuola italiana continua a non avere soldi, ed a rimetterci sono sempre gli studenti, con le famiglie che oltre a dover ormai da anni occuparsi in prima persona di accessori come la carta igienica, la carta per le fotocopie, i detersivi o i ricambi per i bagni, dovranno ora sempre più spesso, almeno per chi se lo può permettere, ricorrere alle ripetizioni private per i figli con problemi nello studio. I soldi per i corsi di recupero infatti, sono sempre più insufficienti.

A tal proposito nel 1999 la cifra destinata dal Ministero della Pubblica Istruzione alle scuole per i corsi di recupero era di 322 miliardi di vecchie lire, pari a 167 milioni di euro. Nell’anno scolastico 2013/2014 invece, gli istituti superiori italiani hanno assicurato in media 63 ore di recupero in tutto l’anno per una spesa totale di soli 9 milioni di euro, pari al 5 per cento di quanto si spendeva nel 1999. Ce ne rendiamo conto? Per questo le associazioni studentesche sono sempre più sul piede di guerra.

Anni ed anni di tagli imposti dalla politica portano i presidi degli istituti a trovarsi di fronte da una parte all’obbligo normativo di predisporre dei corsi di recupero e dall’altra nell’impossibilità economica di farli svolgere.

Ma con la crisi economica anche il contributo privato delle famiglie negli anni è per forza di cose scemato, specie al Sud, nonostante esso rappresenti ancora oggi, come nel caso del liceo classico Mameli di Roma, “dal punto di vista delle risorse economiche, il 70 per cento delle stesse”.

La riforma della Buona Scuola ha incrementato di circa 110 milioni le spese di funzionamento, ma basteranno solo per quelle di gestione, a cominciare dalla vergogna di dover far comprare ai genitori la carta igienica per i bagni delle scuole, ma non per i corsi di recupero per i ragazzi.

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