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Attivate le dimissioni on line: 7 giorni e si può cambiare idea

Attivate le dimissioni on line: 7 giorni e si può cambiare idea

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L’economia di un paese si rispecchia anche sulla legislatura che interessa il mondo del lavoro. Il Jobs Act si impegna a snellire tante procedure burocratiche che nel tempo hanno rallentato il lavoro e le sue sfumature, introducendo concetti telematici che permettono al lavoratore di risparmiare tempo ed energie. Fa parte delle migliorie proposte la questione delle dimissioni, che potranno da oggi essere inviate on line al datore di lavoro.

La nuova procedura on line per le dimissioni offre la possibilità di cambiare idea entro sette giorni. Si tratta del decreto 151 di attuazione del Jobs Act che si propone di contrastare l’odioso fenomeno delle dimissioni in bianco, richieste da molti datori di lavoro soprattutto all’universo femminile. Secondo la nuova norma, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dovrà essere comunicata, a pena di inefficacia, “esclusivamente con modalità telematiche” e soprattutto impiegando i moduli preposti dal ministero del lavoro. Niente più dimissioni in bianco quindi, e il ministero ha varato una circolare per spiegare le modalità operative e per illustrare ai cittadini come funzionerà la nuova procedura.

Secondo il ministro Giuliano Poletti, l’Italia si scopre essere un paese un po’ migliore, perché il fenomeno delle dimissioni in bianco era una vera e propria piaga sociale, nonché un forte segnale di arretratezza economica dello Stato nel suo complesso. Le dimissioni si applicheranno da oggi in poi per il recesso unilaterale del dipendente e per i casi di risoluzione consensuale. Una volta inviato il modulo on line, il lavoratore avrà sette giorni di tempo per decidere se ripensarci, il tutto in via telematica. Il nuovo sistema non sarà applicato per alcune categorie, come il settore pubblico, quello marittimo, quello domestico e per quanto riguarda le dimissioni delle donne lavoratrici in gravidanza o durante i primi tre anni di vita del bambino. Per queste categorie le lavoratrici dovranno recarsi presso le direzioni generali competenti.

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