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Alitalia: si cercano aiuti dallo Stato?

Alitalia: si cercano aiuti dallo Stato?

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Quale è la condizione della compagnia di bandiera Alitalia? Secondo gli analisti si tratta di una società assetata di denaro fresco e contante, nonché alla ricerca di un partner che possa ristabilirne le casse e quindi la sorte. La direzione potrebbe, ancora una volta, rivolgersi allo stato, quindi mirare al Cdp come ‘salvagente’ e, in seconda battuta, rivolgersi alla rinnovata e in salute compagnia di Ferrovie dello Stato. La compagnia di bandiera sta quindi pensando e agendo sul fronte dei tagli e della ristrutturazione interna. Si tratta del taglio delle rotte nazionali e della riduzione dello stipendio netto dei piloti, nonché di 1400 posti di lavoro a rischio in tutta la compagnia.

La crisi attuale dimostra, secondo gli esperti di economia, che nemmeno l’iniezione di denaro e di energie di Etihad sono riuscite a salvare Alitalia. La compagnia sembra infatti essere sull’orlo di una nuova crisi, che questa volta sembra abbastanza irreversibile. I dati parlano infatti chiaro, perché se all’inizio dell’anno le previsioni si rivolgevano ad un pareggio o ad un mini utile per il 2017, ora la realtà dei fatti chiede di attendere il 2020 per raggiungere questo risultato.

Dal canto suo, Etihad non può mettere risorse, secondo quanto stabilito dalla normativa europea in merito. La società detiene il 49% del valore della compagnia aerea e, se andasse ad iniettare nuove risorse, perderebbe i diritti di volo che vengono concessi alle compagnie aeree in Europa. Alla fine, se Etihad salisse nella sua acquisizione, Alitalia diventerebbe nulla di più se non un vettore della compagnia araba.

La cassa depositi e prestiti potrebbe quindi rappresentare una via di uscita per Alitalia e anche l’arrivo di Ferrovie dello Stato. La seconda ipotesi si propone però improbabile, in vista della quotazione in borsa delle Frecce prevista per il 2017, quindi l’ipotesi statale sta per essere valutata, in un clima alquanto problematico, considerando l’instabilità politica e istituzionale post referendum che accompagnerà l’Italia almeno fino al mese di febbraio del prossimo anno.

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